vedi anche "Manuale di Tuina fondamenti e strategie di trattamento" di Crespi, Ercoli, Marino a cura di Paolo Ercoli. Edizioni CEA Casa Editrice Ambrosiana

Introduzione

Il Tuina (massaggio tradizionale cinese) è una delle tecniche utilizzate dalla medicina tradizionale cinese insieme all'agopuntura, la fitoterapia, la dietetica ed il qigong. Dolce energico continuo e profondo, sono i quattro aggettivi che contraddistinguono il massaggio cinese e che sono alla base delle molteplici tecniche che l'operatore tuina esegue durante una seduta, che dura in media 40-50 minuti. Infatti il tui na (letteralmente spingere e afferrare, a volte chiamato An Mo) si effettua non solo su specifici punti tramite la digitopressione, ma anche lungo linee, e su diverse zone del corpo, con massaggi o tramite movimenti lenti delle articolazioni, o con l'applicazione di svariate tecniche accessorie.
Essendo una forma di massaggio che mira al riequilibrio energetico dell'individuo, la pratica è sempre subordinata alla analisi della situazione del cliente, alla sua costituzione energetica; la buona preparazione medica (in senso di medicina energetica cinese) dell'operatore è fondamentale al riequilibrio funzionale dell'organismo trattato. Forse è questo il motivo per il quale questa tecnica si è diffusa in modo minore rispetto ad altre discipline, che richiedono meno impegno teorico per essere applicate. Ciò non toglie che là dove venga utilizzato per piccoli disturbi o per il piacere di ricevere un buon massaggio, è sufficiente conoscere ben poca teoria per effettuare un trattamento corretto ed armonioso; la diffusione del massaggio cinese (in Cina) e la sua storia sviluppata nel corso di millenni, sono dovuti infatti all'utilizzo che questa tecnica ha avuto partendo dagli strati più umili della popolazione. Ben poche tecniche possono vantare tanta capacità di sopravvivenza, a riprova dell'efficacia e della semplicità esecutiva.

Come e perché funziona

Lo scopo del massaggio cinese è principalmente quello di stimolare il riequilibrio funzionale dell'organismo, rafforzare le difese organiche, stimolare la circolazione del Qi (che seppur in modo molto riduttivo possiamo tradurre con energia, a tal proposito vedere www.giuliaboschi.com) e del Xue (concetto in medicina cinese richiama quello del sangue in medicina occidentale pur essendone molto diverso). E' indicato perciò per regolarizzare l'energia nei meridiani o canali energetici, migliorare la funzionalità delle articolazioni, rilassare i muscoli. La cornice concettuale all'interno della quale si inquadra il tuina è quella dalla medicina cinese e quindi di una visione energetica del corpo e della sua fisiologia. In questo ambito è possibile intervenire per mantenere o ripristinare la salute attraverso la stimolazione di zone del corpo, di linee e di punti (gli stessi dell'agopuntura) che servono a regolare la circolazione del Qi e del Xue, o ad espellere quelli che in MTC vengono chiamati Fattori Patogeni.
Ad eccezione di alcune rare controindicazioni è indicato a tutti; è efficace nelle disarmonie muscolo-scheletriche, nello stress e nei disturbi ad esso collegati, in ausilio ad altre terapie come l'agopuntura per risolvere situazioni cliniche anche molto complesse a carico dell'apparato locomotore e degli organi interni.

Aiuta a:

Migliorare la funzionalità delle articolazioni e aiutare a rilassare i muscoli
Rimuovere le ostruzioni, eliminare le stasi
Regolarizzare il Qi nei Canali Energetici: ne libera la circolazione e ne favorisce la produzione
Migliorare la circolazione del Sangue
Eliminare i fattori patogeni
Promuovere le funzioni degli Organi e dei Visceri

Le controindicazioni relative al massaggio Tuina dipendono dalla capacità dell’operatore di eseguire la giusta valutazione energetica, dalla corretta impostazione del trattamento e dalla attenta esecuzione delle manovre; l'operatore deve inoltre attenersi alla deontologia professionale relativa al suo titolo di studio. In genere un operatore non tratta in caso di:

neoplasie cutanee primitive o metastatiche e in generale neoplasie delle strutture che vengono stimolate dalle manipolazioni
gravi patologie cardiache ed epatiche
trattamento di pazienti molto anziani o molto defedati
fratture, lussazioni vertebrali

durante o immediatamente prima del ciclo mestruale è sconsigliato il massaggio sulla zona lombare
la gravidanza, soprattutto dopo il terzo mese; ad onor del vero la gravidanza non è una controindicazione al massaggio ma questo deve essere eseguito con particolare attenzione e prudenza; ad esempio molti Punti sono controindicati perché abortivi.

Viene applicato anche in ambito pediatrico dove riscontra un ottimo apprezzamento da parte dei piccoli, con dei risultati molto buoni.


Le tecniche del tuina

Il tuina mette a disposizione dell'operatore un numero incredibile di strumenti per la sua pratica. In primo luogo ci sono le "manovre" (Fa in cinese). Con manovre (o tecniche) si intendono diversi modi per utilizzare le mani allo scopo di adattarsi alle diverse zone del corpo e per meglio intervenire sulla persona, perché molte tecniche lavorano specificatamente su punti, altre lungo delle linee, altre su specifici distretti corporei e così via. In un corso base di tuina si studiano circa 30-40 manovre, ma le manovre esistenti sono molte di più, anche se in un trattamento in genere si utilizzano circa 8-10 manovre diverse (il numero è ovviamente indicativo) che vengono scelte in base alla valutazione energetica effettuata, rendendo così ogni trattamento totalmente individuale. Ogni manovra ha infatti una sua specifica azione e delle particolari indicazioni (in senso di energetica cinese) e anche delle modalità di esecuzione diverse. (Per approfondire la conoscenza delle manovre e della loro azione o per vedere i video clicca qui)
La seconda categoria di manovre sono le mobilizzazioni (Yaofa in cinese) che consistono nel far compiere all'utente dei movimenti passivi, per lo più circolari, delle articolazioni. Anche le yao sono in grande numero, perché esistono diverse mobilizzazioni per ogni articolazione.
Molto importante anche la categoria delle tecniche ausiliarie che coadiuvano il lavoro dell'operatore. In particolare la moxa (lana di artemisia vulgaris arrotolata a sigaro o meno) che per la sua capacità di indurre un riscaldamento molto forte viene utilizzata per scaldare alcuni punti o zone. Le coppette, vasetti in genere in vetro o bamboo (recentemente anche in plastica) che vengono applicati su alcuni punti o zone tramite una particolare tecnica che, creando il vuoto all'interno della coppetta stessa, ha un effetto di "risucchio" sulla superficie cutanea. Il martelletto, sia quelli detti a "fior di pruno" che quelli più recenti in gomma consentono di percuotere ritmicamente dei punti, zone o linee, i primi dando una forte stimolazione cutanea grazie a degli aghi posti sulla testa dello stesso, i secondi, che hanno la testa in gomma, hanno invece un effetto di percussione data dalla particolare tecnica che lega il ritmo alla vibrazione.
Nella pratica ospedaliera in Cina si utilizzano molto spesso delle lampade ad infrarossi per il loro effetto scaldante e cerotti medicati su ricette di farmacologia cinese da applicare. Tali cerotti hanno ormai quasi sostituito la tecnica delle compresse calde che consisteva nell'applicare sulle parti da curare delle garze imbevute in infusi caldi di erbe selezionate.
Un altra tecnica accessoria (utilizzata soprattutto in Cina) è il Gua Sha. Il suo uso consiste nell'utilizzare un apposito strumento, che spesso è una specie di spatolina in osso o in plastica, per strofinare ripetutamente e unidirezionalmente una zona del corpo.

Il qi gong per operatori di tuina

La pratica del qigong (letteralmente lavoro sul Qi) è uno strumento che generalmente sostiene la pratica dell'operatore sia nel mantenimento della sua salute che come pratica da insegnare ai suoi clienti allo scopo di favorire il loro benessere.

 vedi anche "Manuale di Tuina fondamenti e strategie di trattamento" di Crespi, Ercoli, Marino a cura di Paolo Ercoli. Edizioni CEA Casa Editrice Ambrosiana

I principali metodi di ausilio nel tui na per migliorarne l'effetto sono:

  • Unguenti
  • Compresse calde
  • Gua Sha
  • Coppette
  • Moxa
  • Martelletto

Unguenti utilizzati nel tuina

Sono a volte utilizzati nelle manovre di tuina che impongono uno sfregamento che potrebbe danneggiare la pelle. L'uso è comunque limitato alla zona sottoposta a tale trattamento. Generalmente non si usano olii nel tuina, ma al limite del talco o degli unguenti in crema, o la povere di Songhua; taluni usano dell'acqua in cui si mette a bagno della segatura di legno per alcuni giorni, o il succo di zenzero fresco.

Compresse calde

Questo metodo consiste nel fare degli impacchi con delle compresse di garza o di lino, messe a bagno in poca acqua bollente insieme ad un sacchetto contenente delle erbe che sono state scelte in base alla sintomatologia presente. Le compresse vengono messe sulla cute del paziente e sostituite quando diventano fredde. Naturalmente le temperatura delle stesse non deve essere eccessiva. Questo metodo si utilizza in genere alla fine di una seduta di massaggi per lesioni o malattie reumatiche.

Gua Sha

La tecnica del guasha consiste nello sfregamento di una parte del corso, a volte coincidente con la linea di un Canale Energetico, con una apposita spatolina, al fine di indurre un arrossamento della parte. Lo sfregamento è veloce e leggero ed è in una sola direzione, generalmente prossimo-distale. Oltre all'apposita spatolina, si può utilizzare il bordo di una moneta o il dorso di un cucchiaio di porcellana; particolarmente importante è l'angolo di incidenza dell'utensile con la pelle che deve essere di circa 30°, ed il profilo del bordo dello stesso, che non deve recare abrasioni gravi; In alcune scuole il Gua Sha seguito dalla coppettazione è una tecnica paragonabile, come effetti energetici, al sanguinamento. Non si usa su ferite, nei, abrasioni, foruncoli, e in caso di gravi deficit. E' una tecnica che libera gli strati esterni, libera dal Calore e dal Freddo ed elimina la stasi di Sangue.

L'uso delle coppette nel tuina

La coppettazione consiste nell'apporre sulla superficie cutanea una "coppetta" in cui si è creato il vuoto in modo che possa esercitare una azione di richiamo in superficie del Sangue. Sembra che questa tecnica derivi da usanze sciamaniche che utilizzavano le corna di animali a questo scopo. Non si usano: sui nei, sul viso, sulle formazioni tumorali, su ferite aperte, sull'addome di donne incinte. Non si usano durante il ciclo mestruale su addome e schiena bassa in donne con disturbi del ciclo. Si utilizzano generalmente due metodi di applicazione con il fuoco per le coppette in vetro e bamboo. Il primo metodo consiste nel piegare un pezzettino di carta in modo che assuma la forma di un rettangolo; a questo punto viene acceso e inserito dentro la coppetta con la parte accesa verso il fondo della stessa. Non appena verrà applicata sulla cute del paziente si creerà il vuoto ed il fuoco si spegnerà per consumo dell'ossigeno.
Il secondo metodo consiste nel tenere in una mano (generalmente la sinistra) una pinzetta con in punta un batuffolo di ovatta imbevuto di alcool e quindi acceso. Poiché è possibile che il cotone si stacchi e cada sul paziente bisogna riporre molta cura nel serrare bene il cotone intorno e tra le punte della pinzetta. L'altra mano porta la coppetta intorno al fuoco e velocemente la ripone sulla cute del paziente. Generalmente la mano che tiene il fuoco è ferma e si muove soltanto la mano con la coppetta.
Per togliere la coppetta bisogna abbassare la pelle sotto il bordo in modo da far entrare l'aria all'interno.
La coppettazione rimuove le ostruzioni dai Meridiani e migliora la circolazione energetica nel corpo; attiva la circolazione del Sangue, il Vento-Freddo e il Vento Umidità, riequilibra lo yin e lo yang. Le coppette agiscono su cute e muscoli tramite uno stimolo irritativo ai meridiani ottenuto con microtraumi a livello capillare che creano una stasi di Sangue terapeutica. Sono da evitare invece la formazione di vesciche.

Modo d'uso
Generalmente le coppette vengono utilizzate in quattro diversi modi:

Applicazione persistente: la coppetta viene messa a dimora sulla cute in genere tra i 5 ed i 10 minuti ma si può arrivare fino ai 20 minuti, a seconda della risposta della cute del paziente.
Applicazione istantanea (flashing) vengono applicate e tolte immediatamente e subito rimesse; ottima per espellere il vento freddo.
Applicazione a scorrimento: si lubrifica con unguento o olio la parte da trattare ed il bordo della coppetta; successivamente si applica la coppetta e si fa scorrere avanti ed indietro sulla zona da trattare (generalmente sul percorso di un meridiano); tecnica ottima per traumi di vecchia data.
Applicazione di coppette su ago o dopo digitopressione con Y Zhi Chan Tui Fa o tecniche analoghe.

Moxa

La lana di artemisia vulgaris arrotolata in sigari o compattata in coni e poi bruciata, si utilizza per portare calore all'interno del corpo, scaldare i meridiani e catturare lo yang; tonifica e si utilizza nelle sindromi da freddo. Moxa è un termine giapponese che denota la tecnica, più in uso del termine cinese Jiu fa. "La tecnica non consiste esclusivamente nel riscaldare determinati punti; vi è anche l'idea che le proprietà terapeutiche della pianta si trasmettano all'organismo per fumigazione o contatto (…) e nel "Trattato sulle malattie febbrili dovute al freddo", il medico Zhang Zhong Jing del II° secolo d.C. raccomandava di bruciare dei bastoncini di cannella per scaldare dei punti opportuni al fine di espellere il freddo patogeno dall'organismo stimolando la sudorazione"
Non si utilizza su grosse arterie, su zone sensibili, sui tumori e sul viso si usa con moltissima attenzione. E' inoltre vietata su alcuni punti di agopuntura. Naturalmente non si usa per sindromi da calore.

Modi di applicazione

Moxa diretta: Coni di moxa collocati direttamente sulla cute, eventualmente cosparsa di olio. Ottima per freddo umidità.
Moxa indiretta: Interponendo alcune sostanze che penetrano all'interno grazie all'azione della Moxa. Generalmente si usa l'aglio (ritenzione di calore, antibatterico), lo zenzero fresco bucato (freddo umidità) o il sale.
Moxa in conchiglia: In origine la moxa in conchiglia consisteva nell'accendere un cono di moxa o parte di un sigaro, all'interno di una conchiglia posta sulla zona da trattare. Attualmente si possono utilizzare delle vere conchiglie o supporti in ceramica, con l'eventuale interposizione di garze per non bruciare il paziente. La moxa deve essere collocata dall'inizio in modo che il calore riscaldi la conchiglia con gradualità evitando così dilatazioni termiche che la potrebbero spaccare.
Moxa in bastoncino: Si utilizza un sigaro di moxa, ruotandola o a becco d'uccello.
Moxa su ago caldo: Si infigge l'ago e si scalda con il bastoncino o avvolgendo l'ago con la lana.
Scatola Si utilizza la lana all'interno della scatola della moxa per grosse aree
Moxa su pelle: Metodo non utilizzato in occidente, che consiste nel provocare ustioni sulla pelle.

Martelletto a Fior di Pruno

Esistono due tipi di martelletto, quello a "Fior di Pruno" con cinque aghi sulla testa e quello a "Sette Stelle" con sette aghi. Questa tecnica consiste nel colpire con il martelletto la cute con un movimento di percussione ritmico che incide perpendicolarmente. Per tonificare si utilizza una percussione lieve che arrossa la pelle, per disperdere bisogna produrre dei piccoli sanguinamenti. Per questo motivo, è ovvio che il martelletto deve essere sterilizzato dopo ogni trattamento o, meglio, deve essere del tipo con testine sostituibili monouso.

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Il panorama legislativo
In Cina il tuina è praticato insieme all'agopuntura negli ospedali. In Italia, vista l'attuale restrittiva situazione legislativa, l'uso del tuina è fortemente subordinato alla formazione dell'operatore.
Alcuni medici che hanno avuto modo di studiare agopuntura conoscono il tuina e spesso lo praticano, ovviamente senza nessuna restrizione; molti fisioterapisti si sono avvicinati al tuina e ne apprezzano le tecniche ed i risultati e riescono ad utilizzare pienamente questa tecnica nel loro lavoro, anche se molto spesso ne integrano pienamente solo la manualità; un numero sempre maggiore di appassionati di cultura e medicina energetica cinese frequentano corsi (in genere biennali o triennali) di tuina ma devono limitare la loro pratica alle persone sane e non a scopo terapeutico per via dei limiti imposti dalla nostra legislazione, a cominciare dall'abuso della professione medica (art.348 del codice penale), a tale proposito si può leggere l'articolo su www.dirittosuweb.com cercando tuina nel motore di ricerca interno; cliccando qui si può scaricare una parte di tale articolo, e vi invito a confrontare la definizione del profilo professionale esposto nello stesso con quella proposta da OTTO, nonchè i richiami sul codice deontologico e sulla necessità all'appartenenza ad una associazione professionale. In altri stati in Europa (ulteriori informazioni sul sito dell'Associazione professionale di operatori tuina OTTO) la pratica è libera.

Di seguito alcuni estratti dal Codice Deontologico di OTTO, per i testi completi visitare il sito.

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Norme per l'attività previste dal nostro codice deontologico
Questi esempi dovrebbero bastare a far comprendere la necessità di quanto il nostro c.d. prescrive, in particolare:
L'operatore/trice Tuina e tecniche complementari e/o Qigong non prescrive farmaci né interviene sulle prescrizioni mediche.
L'operatore/trice Tuina e tecniche complementari e/o Qigong si asterrà sempre dal formulare diagnosi mediche o utilizzare termini ambigui che possano suonare al cliente come tali; inoltre si asterrà dal giudicare o criticare percorsi e comportamenti di medici o dal criticare la metodologia operativa della Medicina accademica o dal sottolineare la possibile tossicità di farmaci, onde evitare di ingenerare nel cliente perniciosa sfiducia nel proprio medico o nella capacità curativa di farmaci.

Ricordiamo la definizione di Tuina e Qigong nel nostro statuto:
Tuina e Qigong si fondano su una filosofia organicista che considera l'essere umano:
- nella sua integrità, senza separazioni fra corpo, psiche e spirito;
- nella sua identità, con attenzione alla sua realtà soggettiva;
- nel suo mistero, con riferimento al suo rapporto con la dimensione trascendente e prenatale (xian tian);
- nella sua interdipendenza dal mondo naturale, come espressa nei classici della medicina cinese;
- nella sua capacità di relazione ed adattamento all'ambiente naturale e sociale;
Si tratta di discipline complesse, poiché hanno per oggetto l'uomo nella sua complessità, ed al tempo stesso semplici poiché il loro scopo è quello di coadiuvare i processi naturali e spontanei della salute attraverso un'azione mirata ad incrementare la funzionalità dei macrosistemi psicofisici di regolazione e rigenerazione riconosciuti dalla tradizione cinese; nello specifico:
- dinamica Yin-Yang;
- rete di canali o meridiani e suoi punti attivi;
- relazione fra fulcri dell'attività vitale psicometabolica come espressa dal sistema degli Zang-Fu;
- circolazione e microcircolazione di Qi, Sangue e liquidi.
- relazione armonica fra sostrato (Jing) energia (Qi) e spirito (Shen);
- implementazione, espressione e relazione armonica dell'individualità fisioenergetica (Ming) e dell'identità personale (Xing)

(....omissis...)

"L'operatore/trice Tuina e tecniche complementari e/o Qigong esercitano liberamente la propria professione per promuovere e mantenere la salute, per migliorare la vita dei propri clienti, senza distinzioni di sesso, razza, religione o convinzioni politiche, con competenza, buon senso, responsabilità e prudenza. "

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Rapporto con i clienti
L'operatore/trice Tuina e tecniche complementari e/o Qigong ricerca sempre se opportuno la collaborazione con il medico curante attraverso lo scambio d'informazioni, nel rispetto della privacy e della volontà di quest'ultimo/a. Incoraggerà sempre il cliente a sottoporsi ad accertamenti medici che possano oggettivamente stabilire lo stato della propria condizione.
L'operatore/trice Tuina e tecniche complementari e/o Qigong mantiene sempre il massimo livello d'igiene personale, del luogo e degli strumenti di lavoro.
L'operatore/trice Tuina e tecniche complementari e/o Qigong agisce sempre nel pieno rispetto della sensibilità e del pudore del/della cliente evitando in ogni modo di procurargli/le imbarazzo.
Ove possibile e secondo le proprie condizioni economiche, presta la propria opera gratuitamente a persone realmente bisognose.
L'operatore/trice Tuina e tecniche complementari e/o Qigong è tenuto/a al massimo riserbo su qualsiasi informazione riguardante i propri clienti e può comunicare le proprie esperienze ai colleghi solo in forma rigorosamente anonima.
L'operatore/trice Tuina e tecniche complementari e/o Qigong agisce in maniera da stimolare l'autotutela della salute del/della cliente, cercando di non creare forme di dipendenza. A tal fine può insegnare esercizi coadiuvanti, automassaggi e i semplici esercizi Qigong che ha appreso nel proprio iter formativo, limitatamente al contesto dei propri clienti e solo come tecniche ausiliarie al proprio trattamento. L'insegnamento del Qigong come tecnica a sé stante è riservato agli insegnanti Qigong.

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vedi anche "Manuale di Tuina fondamenti e strategie di trattamento" di Crespi, Ercoli, Marino a cura di Paolo Ercoli. Edizioni CEA Casa Editrice Ambrosiana

Tonificare significa stimolare una o più funzioni del Qi che è diminuita; ci sono metodi (come le tecniche ausiliarie), manovre e modalità di eseguirle che ripristinano quella funzione tramite l’azione sui Punti e sul sistema dei Canali.

 

Il Tuina è una tecnica molto importante nella tonificazione, insieme all’alimentazione, la moxa e la fitoterapia.

 

 

L’esecuzione in tonificazione

 

 

Una manovra viene eseguita in tonificazione quando la sua azione deve essere quella di: tonificare, nutrire, umidificare, riscaldare, sollevare.

 

Sono eseguite in tonificazione le manovre in cui:

• la stimolazione è delicata

• il movimento è lento

• si segue la direzione energetica del Meridiano

• la direzione è in senso orario

• si asseconda il respiro

 

 

Disperdere significa intervenire sull’eccesso di energia locale di una zona o di un sistema. Per esempio potrebbe essere una stasi di Qi e/o Xue oppure la presenza di Fattori patogeni.

 

Una manovra viene eseguita in dispersione in tutti gli altri casi rispetto a quelli definiti prima, ad esempio quando la sua azione deve essere quella di:

eliminare il Vento (esterno o interno), purificare il Fuoco o il Calore, eliminare il Freddo, dissolvere l’Umidità, dissolvere il Flegma, aprire gli orifizi, stimolare la rianimazione, bloccare il dolore, regolare il Qi o il Sangue, rimuovere le ostruzioni dai Meridiani,far circolare, muovere la stasi, rimuovere il blocco di Sangue, sottomettere il Qi o lo Yang,alleviare il dolore, promuovere la circolazione, aprire e attivare i Meridiani, drenare il Qi disperdere la pienezza o la stasi, liberare i canali, alleviare lo spasmo, rilassare i tessuti, rilasciare i tendini…

 

 

L’esecuzione in dispersione

 

 

Sono eseguite in dispersione le manovre in cui:

• la stimolazione è energica

• il movimento è rapido

• si tratta in direzione opposta a quella del Meridiano

• la direzione è in senso antiorario

• si oppone al respiro

 

 

 

Che significa “energica”? A rendere una manovra più o meno energica  contribuiscono principalmente tre parametri:

• la natura della manovra

• l’intensità

• la durata

 

vedi anche "Manuale di Tuina fondamenti e strategie di trattamento" di Crespi, Ercoli, Marino a cura di Paolo Ercoli. Edizioni CEA Casa Editrice Ambrosiana

Poiché il massaggio tuina si esegue direttamente sulla pelle, a volte con l'interposizione di un lenzuolino, l'ambiente per il trattamento deve essere caldo e accogliente ed è bene avere a portata di mano una coperta ed un piccolo cuscino; è importante inoltre avere delle mani calde. La persona che si sottopone al trattamento non deve avere collanine, braccialetti o quant'altro e deve essere a stomaco vuoto. Le condizioni igieniche devono essere impeccabili ed è indispensabile lavarsi accuratamente le mani prima e dopo ogni massaggio ed avere le unghie curate. Come già spiegato in precedenza è indispensabile recuperare un buon equilibrio psico-fisico prima di eseguire un massaggio, magari grazie ad alcuni esercizi di Qi Gong; per lo stesso motivo è meglio astenersi dall'eseguire trattamenti nel caso in cui non ci fossero queste condizioni o quando le condizioni di salute dell'operatore non fossero adeguate.
Non è possibile fornire uno "schema tipo" di trattamento Tui Na perché la scelta delle manovre, la modalità dell'esecuzione, l'ordine e altri parametri cambiano rispetto al diverso indirizzo che si vuole dare all'Energia durante il trattamento. Nel capitolo "le cinque zone del corpo" proviamo a dare comunque a titolo indicativo dei trattamenti base sulle diverse zone del corpo da utilizzare quindi come punto di partenza per un trattamento, a cui aggiungere altre tecniche a seconda delle necessità della persona.
La frequenza e la durata dei trattamenti, così come il loro numero complessivo dipende da molti fattori. Generalmente in caso di manifestazioni acute si eseguono trattamenti brevi (25-30 minuti) e frequenti, anche quotidianamente o più volte al giorno, mentre per situazioni croniche si eseguono trattamenti con cadenza settimanale o bisettimanale, generalmente della durata di 40-50 minuti. Il Tui Na prevede l'educazione del cliente all'automassaggio, rendendo più stabili i risultati e diminuendo la necessità di intervento dell'operatore.

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